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Romanzo in sei parole
E’ vero amore violentarmi il cuore?
Dade
Mi piace sta cosa…Riporto il “romanzo” di Coraxil compresse (di una semplicità e intensità disarmante), quello di Nipresa, quello di nikink,quello di hurley e da appassionato di fotografia mi è piaciuto molto questo di puScic che in sei parole ha trovato l’essenza di tutti quelli che si piazzano dalla parte che non si vedrà mai.
Posted in cultura, web | 2 commentiCuriose riabilitazioni
Quando il rivoluzionario diventa un “personaggio drammaticamente d’annunziano” (avesse mai scritto nei suoi diari una cazzo di volta in cui si fa cagare in faccia).
Quando il più grande interprete delle teorie economiche di Karl Marx diventa un “antimarxista” “ben poco comunista”.
Quando il figlio di una famiglia fermamente antifascista e avversa al regime di Pèron diventa un “grande ammiratore del leader giustizialista” “antiliberare e anticomunista”.
Quando colui che ha detto “Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi noi continueremo a lottare” viene avvicinato a colui il quale ha promulgato le leggi razziali del ‘38.
Quando succede tutto questo, è d’uopo portare subito la freccetta del mouse sulla X in alto a destra e chiudere per sempre certe cose. In fondo smaltire i rifiuti nella rete è molto più facile che nella real life, no?
No perchè magari partono anche bene, sane critiche alla sinistra conservatrice, alla destra conservatrice (che possiamo sintetizzare unendole nella merda conservatrice); perfette critiche all’imperialismo yankee. Concordo nel vedere nel Che una sorta di Cristo laico (e sottolineo laico prima di prenderermi botte di blasfemo e simili). Ed è interessante il paragone all’oltreuomo (ma nella visione più nietzschiana). Per il resto poi si perdono come se mettessero un filtro davanti agli occhi, un filtro inventato da un uomo mentalmente deviato che è finito appesso a testa in giù. Per il bene di tutto il popolo italiano.
Posted in cultura, politica | Nessun commento…no, non si muove più

foto di romeoergatto
Niente gita per Paparazzi. Alla fine hanno deciso così.
Hanno preferito - quelli della Santa Sede - evitare l’immagine di un Papa contestato. Non sia mai che la sua idea possa essere messa in discussione. E chi già sognava di vederlo messo in difficoltà dovrà accettare di non poter vedere realizzare i propri sogni (post geniale,complimenti Aioros).
Comunque, a conferma di quello che dicevo stamani, hanno poco da applaudire quelli del fronte di protesta: sui blog papisti è già partita la caccia all’ “intolleranza laica” (no, non perdete tempo a rispondergli nei commenti: vi ricordo che il contradditorio in certi ambiti è vietato) e tutto il mondo politico dietro a ruota…
Come passare dalla parte della ragione alla parte del torto…Mah.
Posted in cultura, politica, società | 3 commentiEppur si muove…
Ora, se io fossi come un ciellino o un leghista liquiderei l’affare “Paparazzi va in gita alla Sapienza” velocemente. Potrei fare come loro quando dicono “saremo favorevoli all’apertura di moschee in casa nostra quando noi potremmo costruire chiese in casa loro” e quindi dire “il Papa potrà andare a parlare in un luogo di scienza quando uno scienziato potrà andare a parlare a San Pietro”. Oppure potrei usare il cervello che il buon Dio mi ha messo a disposizione e ragionare.
Ora, non essendo io - grazie al cielo - nè ciellino e nè tanto meno leghista opto per la secondo ipotesi.
Dopo un attenta analisi della situazione sono giunto alla conclusione di essere in disaccordo con il fronte di protesta. Il motivo è semplice ed è quello di non fare il gioco del contestato. Trovo che sia sbagliato ripagare con la stessa moneta qualcosa che si vuole contestare perchè ti metterebbe nella stessa posizione del contestato. Non permettere il dialogo in un Università è un grave errore. Proprio perchè l’ Università è una delle fondamenta della società civile. Sarebbe più utile ed interessante se il fronte di protesta partecipasse al dialogo e faccia capire all’ Illuminato di Baviera il significato di “società civile”, il significato di “libero arbitrio incondizionato” (e quindi non condizionato da un Ente e dai suoi rappresentanti), il significato di “stato laico” (e quindi far capire quanto sia sbagliato cercare di statalizzare la spiritualità). Non oso chiedere al fronte di far capire “illuminismo”, “rivoluzione francese” e “oscurantismo” perchè se ci riuscisse si dovrebbe gridare al miracolo e visto che 3/4 di loro sono atei sarebbe un non-sense.
Per finire riporto il pezzo (curiosi sono anche certi blogger che hanno dimenticato parole come “pensiero” e “critica” e prendono per buono tutto quello che la Santa Sede gli faxa giornalmente,ma ognuno del proprio blog è libero di fare ciò che vuole - anche barchette di carta telematiche…) dell’agente segreto Betulla sulle pagine del sempre obbiettivo Libero ho trovato un passo interessante:
[…] Tantawi è uno che ha scritto fatwe per giustificare i kamikaze palestinesi, per santificare la condanna a morte di islamici che si convertano al cristianesimo e lo dicano ad alta voce. Ma per i professori della Sapienza di Roma va bene così, nessun appello avverso. Al Tantawi sì, Ratzinger no.
Eccolo li - finalmente - chiaro ed evidente il famoso metodo da perfetto “ciellino padano” che ho riportato in cima a questo post.
“A loro si, a noi no? Gne gne gne”.
Onore al James Bond de noantri per aver portato a galla la verità sulla citazione di Feyerabend usata da Ratzinger: la boiata è del primo e non del secondo. L’errore del fronte di protesta non viene fatto passare da Betulla che anzi li definisce poveri somari. (lui pulito, lui perfetto che non è mai inciampato in un refuso, in un errore, in una bustarella del Sismi)
Ma c’è qualcuno tra quelli che hanno osannato la rivelazione del giornalista (a tempo perso, quando non ha da immischiarsi in rapimenti e dare false notizie) come fosse il quarto segreto di Fatima, che vuole fare passare il presente discorso come un discorso “non oscurantista”, per caso?
Posted in cultura, politica, società | 2 commentiCiao Faber
11 gennaio 1999 - 11 gennaio 2008

” Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.”
Periodo di censure
Nell’ultima settimana il nostro paese ha fatto nuovi ed impressionanti passi avanti per quanto riguarda la censura. Si parla di Daniele Luttazzi e della mostra sull’omossesualità di fatto oscurata dalla sindaco di Milano.
Daniele Luttazzi sospeso per aver offeso Giuliano Ferrara. La battuta, c’è da dire, non è stata capita. Molti non conosco lo stile Luttazzi e non mi meraviglia quindi il fatto che si fermino alle apparenze. Certo che l’immagine di un uomo nudo in una vasca mentre altri tre uomini gli scaricano le loro vesciche e i loro intestini addosso mentre una donna li frusta, può essere raccapriciante. E se ci si ferma alla superficialità si può etichettare Luttazzi come volgare. Ma se si scende nel significato della battuta, in quello che Luttazzi vuole dirci con queste sue battute, che sfiorano il surrealismo, allora ci si può rendere conto che quell’immagine altro non è che la descrizione di una delle tante torture che i prigionieri di Abu Ghraib hanno dovuto subire. E Giuliano Ferrara non è stato messo li a caso, perchè sta antipatico al comico di Romagna; Ferrara era colui che, attraverso le colonne del suo giornalino, esultava dei bombardamenti sulle popolazioni inermi; Ferrara era colui che sbeffegiava chi scendeva in piazza per ricodare l’articolo 11 della nostra Costituzione, dicendo che li avrebbe voluti vedere tutti quei pacifisti quando poi, grazie a quella guerra, avrebbero potuto fare benzina con 50 cent. al litro. Non dimentichiamo di queste cose, come non dimentichiamoci che gli altri quattro protagonisti della storia (Berlusconi,Dell’Utri,Previti e Santachè) altro non erano che i rappresentanti di spicco della coalizione che ha voluto prendere parte ad una guerra al fianco di coloro i quali si sono resi protagonisti delle torture di Abu Ghraib. E per questo Luttazzi è geniale: è riuscito a dire in una battuta quello che per spiegarvi ho dovuto usare una decina buona di righe. Questa è satira, un misto di verità e surrealismo, questa è arte.
Ma nessuno crede alla scusa che i rappresentanti di La7 ha trovato per liquidare Decameron. Diciamo le cose come stanno: diciamo che Luttazzi aveva sforato pesantemente il limite di share che Tronchetti Provera aveva imposto alla sua rete per non concorrere con il duopolio italiano; diciamo anche che la sesta puntata di Decameron avrebbe parlato della nuova enciclica delirante di Benedetto XVI. Solo così riusciamo ad intravvedere le vere motivazioni di questa sospensione.
L’altra censura ha toccato una mostra sull’omossessualità. A questo argomento Vespa ha dedicato una trasmissione proprio ieri sera; trasmissione che vedeva da una parte Luxuria e Mughini a dire cose intelligenti che in televisione è meglio evitare (e infatti più volte Vespa è sbiancato) dall’altra la Santa Inquisizione che vedeva tra le sue fila un prete da tv di cui non ricordo il nome, Rocco Buttiglione, Vittorio Sgarbi (promotore della mostra e primo censore della stessa…bah) e lo stesso Bruno Vespa. In mezzo una giornalista scrittice e Klaus Davi che stava un pò da una parte e un pò dall’altra. Bene, se “Porta a Porta” non fosse altro che uno dei tanti salotti di una certa cultura italica il programma si poteva chiudere con le dichiarazioni di Luxuria e Mughini con una serie di standing ovation che altro la prima alla Scala. Invece abbiamo dovuto sorbirci i deliri di Buttiglione che è partito paragonando omosessuali agli assassini (gaffe involontaria per carità, ma pur sempre una caduta di stile) che l’arte come provocazione non funziona più perchè, parole sue, “nessuno si scandalizza più a vedere due palle e un pene eretto” come se la provocazione si fermasse a due palle ed un pene eretto. Poi è stato il turno del prete con i soliti preconcetti della Chiesa vede nell’omosessualità una sorta di malattia da cui bisogna salvare il ragazzo nella fase dell’adolescenza per portarlo ad essere eterosessuale e altri deliranti interventi. Senza capire come omossesuali lo si nasce e non è una scelta. Meno male che c’erano Mughini e Luxuria ad invocare libertà di pensiero e apertura mentale da parte di tutti.
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