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Verso la catastrofe #-17
Ieri sera ho visto “Buongiorno, notte”. La scena più commovente è quando alla tavolata con i parenti viene commemorato il padre della protagonista con i commensali che intonano Fischia il vento, la canzone dei partigiani, impregnata di ideali e politica. Mi ha fatto godere.
Oggi ho visto il presunto inno del PD. La scena più commovente è quando finisce. Nel senso che mi sono messo a piangere nel vedere dove è finita quella che si definisce centro-sinistra, trent’anni dopo. Mi sono caduti i coglioni.
Un blog di pubblica utilità
Credo sia normale per un blogger chiedersi: “Ma il mio blog serve a qualcos’altro oltre che come mio “egocentrico spazio” dove dare il peggio di me?” La risposta è stata - fino a qualche minuto fa - no. Ma ora, voglio rimediare. Come farò? Semplice, voglio spiegare a colui che ieri ha passato la giornata a cercare il significato di ciellino. E il fatto che Google la portato in questo blog mi spaventa un pò, in effetti.
Allora, caro mio, io innanzitutto NON sono ciellino. Se la pensi come Calvino e i suoi seguaci, capirai che la mia predestinazione non mi voleva succube della CEI (e quindi potrei essere tra quelli che si possono ancora salvare). Se invece credi che ognuno è artefice del proprio destino, ho deciso di non confondere il programma del “Partito del Popolo delle Libertà” per il quinto Vangelo. E neppure giro per la strada con quella faccia un pò così, con l’espressione di chi ha già avuto rassicurazioni sulla sua salvezza eterna mentre guarda con un pò di malinconica pena, chi invece probabilmente non ce la farà. Insomma io non faccio parte di Comunione e Liberazione ( CL -> ciellino).
Posted in riflessioni malsane, società | 2 commentiLa strage italiana continua

Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignita’.
Don Raffaè,Fabrizio De Andrè
la foto è di istriano
Posted in politica, società | Nessun commentoFacciamo un gioco
Oggi vi propongo questo video. Se siete sensibili a certe immagini non guardatelo: c’è un soldato che si diverte a lanciare un povero cane come se fosse il lancio del peso.
Il gioco è semplice: sapete dirmi qual’è la bestia tra i due soggetti ripresi?
Io al soldatino gli auguro di finire sbranato da 10 pitbull che non mangiano da 10 giorni. Infame.
Posted in società | 1 commentoOggi conviene rimanere casti
Oggi per tutti noi playboy è una di quelle giornate no. Quelle giornate in cui è d’uopo tenere a freno il mandrillo.
Io vi consiglio vivamente di seguire il mio consiglio. Poi se vi succede qualcosa del genere non dite che io non vi ho avvisati…
Posted in riflessioni malsane, società | Nessun commentoBruno Vespa mi teme
Come avevo ampiamente previsto, Bruno Vespa mi teme.
E non sono uno stupido, è evidente che la crociata improvvisa contro i “siti personali” - come li chiama lui (ma cioè Bruno sei troppo out) - non sia montata casualmente ma come una chiara risposta alle critiche incontrollabili che piovono dal web.
E quindi non posso che ribadire il concetto di due mesi fa: Bruno Vespa sta a tremare.
Posted in politica, riflessioni malsane, società | Nessun commentoGenova si è rotta i coglioni
E c’ha rotto il cazzo anche sentire parlare di disgrazie.
Come potete vedere oggi non si può scherzare.
Posted in politica, società | Nessun commentoLa bandiera per il soldato
La metto anche io su questo blog una bandiera per commemorare la morte di un uomo. Il maresciallo Pezzullo.
Ma non metto il tricolore ormai troppo strumentalizzato.

Metto una bella bandiera della pace che ha un pò più senso, almeno per me.
Posted in politica, società | Nessun commentoIn salita,c’è Pantani.

E’ iniziata da quattro anni la fuga che ti ha portato via da noi. Sei scattato,per sempre, una notte di febbraio; la notte delle rose rosse piene d’amore e passione che tu hai fatto riempire di crisantemi gonfi di lacrime e dolore.Hai preso la tua bicicletta e sei andato lontano, a pedalare, chissà dove,presumibilmente, in salita,sicuramente in fuga.
Magari ora sarai lì a scalare vette come l’Alpe d’Huez,il regno degli scalatori, o come il Mortirolo. Proprio come piaceva a te. E per noi,che nulla più dei ricordi e della tua bicicletta c’è rimasto, non c’è niente di più rappresentativo della voglia di farcela,della voglia di arrivare, di un ciclista che si mette in piedi sui pedali e scatta. Una pedalata,un’altra e poi un altra ancora. Poi se quel ciclista aveva la bandana,allora diventava un emozione. Perchè, perchè in salita,c’è Pantani. Quella bandana e quel modo di scattare, ben presto divenne per tutti il Pirata. Il Pirata delle montagne nelle cui vene scorreva il sangue di Romagna.
Ogni volta il mettersi in piedi sui pedali era il suo arrembaggio; aveva fame di vincere, aveva il sogno di diventare il migliore. Quel sogno d’improvviso,sul più bello,si spezzò. Era il Giro del ‘99,quel Giro l’aveva dominato,i giornali non esitarono a definirlo “Cannibale”,mancava l’ultima salita e poi la sfilata verso Milano con addosso la seconda maglia rosa conquistata alla grande. Nessuno avrebbe potuto separarlo dal secondo trionfo nel Giro. Invece fù tradito dal suo sangue; ematocrito troppo alto per salire sul sellino della sua compagna bicicletta,quella mattina;il su sogno andò in mille pezzi come lo specchio della stanza di un hotel di Madonna di Campiglio. Sarebbe stata molto dura spiegarglielo,alla bicicletta, il motivo per cui non avrebbero corso la salita della giornata e poi la sfilata del giorno dopo.
Da lì in poi la salita era diventata una devastante discesa verso il baratro; in salita erano tutti pronti a sostenerlo,a spingerlo,a incitarlo. Ma quando iniziò la discesa furono ben pochi quelli che non voltarono le spalle al Campione.
La discesa finì una notte di quattro anni fa, da allora il Pirata è tornato a correre in salita. Come piaceva a lui. Perchè, perchè in salita, c’è Pantani.
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