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Chi sono

(tratto da “Biografia di un pazzo criminale” edito da qualunque casa editrice si dichiari interessata all’opera. Qualunque casa editrice tranne quelle in mano ad una qualunque famiglia che abbia residenza in quel di Arcore.)

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Davide Gentile (Genova, 17 dicembre 1987) è un perdigiorno, studente (per modo di dire) e fotografo a tempo perso italiano.

LA VENUTA AL MONDO - Il nostro nacque in una gelida notte di dicembre di (ormai) qualche anno fa. Le leggende narrano che inaspettatamente decise di venire al mondo mentre in Italia veniva trasmesso per la prima volta “9 settimane e ½”.

“Perchè aspettare una settimana e rischiare di perdere i primi regali di Natale?” si chiese il piccolo feto, nel suo già eccessivo cervello.

Peccato non aver calcolato di dover passare il resto della gestazione nell’incubatrice. Dettagli: vivo era vivo, dunque i regali (presumo, non ho testimonianze a riguardo) sono arrivati lo stesso.

IL PERIODO SCOLASTICO - Esce sano e salvo dall’asilo (nonostante vari attentati alla sua persona di matrice ancora oggi sconosciuta. ricordiamo, tra gli altri, l’inalazione di un bottone del suo grembiule, le ripetute cadute da scivoli e cavalli a dondolo vari), la sua carriera scolastica appare decisamente in salita fin dalle elementari anche se alla fine ottene buoni risultati ( impara a contare fino a 10, a leggere e scrivere e fare la punta alle matite. E farsi esplodere, a forza di mangiucchiargli il tappo, una di quelle insopportabili - e tutti i mancini vi potranno confermare - penne cancellabili in faccia). Gli anni delle medie sono solo un passatempo in attesa del tanto famigerato, quanto temuto, liceo (in realtà credeva di andare al collage, maledetta televisione). Ma, a dispetto di qualunque broker, i primi due anni vengono archiviati senza alcun debito. Tuttavia gli scommettitori si saranno di certo rifatti di ciò che avevano perso, puntando sui tre anni del triennio che lo portano a uscire con un misero 64, figlio più che della poca intelligenza del nostro, delle divergenze di vedute (riguardo, per esempio, “innocui” atti goliardici durante le lezioni) con alcuni rappresentanti del corpo docenti. Celebre resterà, in seculo seculorum, un passo del suo già esilarante orale della maturità:

Prof. di Arte: “Quando Renoir fu colpito dall’ artrite reumatoide in che modo continuo a lavorare alle sue opere?”

Dade (perplesso):”???”

Prof. di Arte(spazientita):”Si insomma abbiamo visto come usava il pennello dopo aver perso l’uso delle mani?

Dade(convinto di essere stato colto da un illuminazione folgorante):”Ah si, se lo faceva mettere in bocca!”

Prof. di Arte (sconcertata):”… Per me abbiamo finito …”

DADE OGGI - Sta di fatto che il soggetto è riuscito a sopravvivere fino ai nostri giorni (e già questa è una notizia non da poco)  rendendosi protagonista di studi socio/economico/politici all’Universita di Genova. Se gli studi sono brillanti o meno non è dato sapersi. Ma il fatto che ha un certo tipo di rigurgito verso chi si vanta dell’avere “il massimo dei voti” (e ha odiato questa frase fin dal primo giorno di scuola) può suggerirvi qualcosa a proposito del rapporto tra il soggetto e il voto. Un altro indizio sulla sua carriera universitaria è comunque facilmente riscontrabile in una delle citazioni più famose del nostro:

“E’ certo che vedrete pubblicate prima le mie memorie che la mia tesi di laurea.”

Lavora per la Xenia productions, come fotografo occupandosi pure delle gestione del sito. In questo ultimo periodo è stato impegnato nella produzione del cortometraggio “Marriage” di Marco Longo dove è stato fotografo di scena, responsabile del backstage e creatore della locandina.

IL PERSONAGGIO - Definirlo un animale antisociale è molto limitativo e non del tutto corretto. Se è vero che per certi versi - di primo impatto - può apparire come un grandissimo stronzo solamente conoscendolo meglio si può avere la certezza di quanto vera fosse stata la prima impressione. Ma alcuni tratti cozzano con la definizione dell’ antisociale guccianiano: alla fine apprezzerebbe di più un isola con rigida selezione all’ingresso piuttosto che l’isola deserta dove l’antisociale per eccellenza vorrebbe andare ad abitare. E poi, con la gente selezionata, iniziare a fare un notevole e infinito casino.

Chiare ed evidenti sono in lui le influenze del dadaismo, della goliardia, del surrealismo e di un certo tipo di nichilismo ispirato alle opere di Palahniuk. E queste influenze sono facilmente riscontrabili in ogni atto provocatore (che l’opinione pubblica - tuttavia - sovente liquida come “cazzata”) di cui si rende protagonista il nostro.

Il suo habitat naturale è la Gradinata Nord dello stadio Luigi Ferraris dove è solito ritrovarsi con gli esponenti della Brigata Bisagno, una mucchio di matti.

DADE E LA POLITICA - Partiticamente non è niente, ma è comunista dentro. E su questo c’è ben poco da fare; da umile biografo penso che con certe cose si nasca: quando uno prende gli unici 10 della sua vita in storia e filosofia con un trattato sulla vita e il pensiero di Ernesto Guevara de la Serna, poco altro può essere aggiunto.
CURIOSITA’ - E’ stato insignito di un valoroso ,quanto ambito, premio: la cintura dei pesi massimi della bevuta (qui a fianco la riproduzione di un dipinto di un famoso artista che riprende Dade con indosso la cintura). Grande soddisfazione per “The Champ” (un pò meno per il suo fegato). E’ d’uopo riportare un altra famigerata citazione del nostro riguardo il tema appena trattato:

“Se ti piscio in bocca, finisce che ti ubriachi.”

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